Maggio dei Monumenti 2014

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Puntuale come sempre ritorna, anche quest’anno, la consueta manifestazione dedicata all’arte nella nostra città: il Maggio dei Monumenti.

L’edizione 2014 della manifestazione che ogni anno attira turisti da ogni parte, è dedicata al tema della conoscenza: filo conduttore degli eventi in programma è il testo di Benedetto Croce “Storie e leggende napoletane”, punto di partenza ideale per ripercorrere il passato, le tradizioni e la cultura della città di Napoli.

 

Per approfondimenti è possibile visitare il sito web del Comune di Napoli alla seguente pagina, mentre qui è visibile il programma dettagliato della manifestazione.

 

Il Maggio dei Monumenti è da sempre un’occasione unica per visitare la città di Napoli, che proprio in questo periodo si riempie di colori ed iniziative. L’Hotel Napolit’amo propone speciali sconti proprio per chi vuole approfittare di questo periodo per visitare la città soggiornando nelle sue strutture.

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Festival Artecinema 2013 a Napoli

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Nei giorni 11-12-13 Ottobre, presso il Teatro Augusteo di Napoli si svolgerà la XVIII edizione del festival “Arte Cinema”.

Artecinema è un Festival internazionale di film sull’arte contemporanea nato nel 1996 con l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico le diverse espressioni dell’arte, attraverso una selezione di documentari sui maggiori artisti, architetti e fotografi della scena internazionale. Biografie, interviste, narrazioni montate con materiali d’archivio, permettono agli spettatori di addentrarsi nel mondo dell’arte seguendo gli artisti al lavoro nei propri atelier o dietro le quinte di importanti progetti o esposizioni.

Ogni anno viene presentata una selezione di circa trenta documentari ricercati direttamente presso i registi e i produttori in tutto il mondo. Il programma è diviso in tre sezioni: Arte e dintorni, Architettura,Fotografia.

Le proiezioni sono in lingua originale con traduzione simultanea in cuffia e sono intervallate da incontri-dibattito con registi, produttori e artisti. Partecipano al festival più di seimila spettatori provenienti da tutto il territorio nazionale e dall’estero.

Di seguito gli orari di questa edizione:

10 ottobre: ore 20.30 Teatro San Carlo
via San Carlo, 98

Per la partecipazione alla serata inaugurale di giovedì 10 ottobre al Teatro San Carlo è necessarioaccreditarsi on line sul sito www.teatrosancarlo.it  o direttamente presso il botteghino del teatro con un diritto di prenotazione di € 7,00.

11, 12, 13 ottobre: ore 17.00 / 24.00 presso il Teatro Augusteo
piazzetta Duca D’Aosta, 263

Per la partecipazione alle serate al Teatro Augusteo l’ingresso è gratuito.

Fonte e info: www.artecinema.com

I dolci di Pasqua: la Pastiera napoletana

884937_2982471698740_756200398_oNarra la leggenda che la sirena Partenope, simbolo della città di Napoli, dimorasse nel Golfo disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, e che da qui ogni primavera emergesse per salutare le genti felici che lo popolavano, allietandole con canti di gioia. Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti, accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d’amore che la sirena aveva loro dedicato e, per ringraziarla, sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnarle i doni della natura: la farina, la ricotta, le uova, il grano tenero, l’acqua di fiori d’arancio, le spezie e lo zucchero. La sirena depose le offerte preziose ai piedi degli dei, questi riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera, che superava in dolcezza il canto della stessa sirena. (wikipedia)

Leggenda a parte, la Pastiera è ancora oggi uno dei simboli più forti della Pasqua napoletana: un dolce profumatissimo e delizioso nella sua semplicità.

Ecco come realizzarlo:

per la pasta frolla:

3 uova

500 gr. farina

200 gr. zucchero

200 gr. di strutto

un pizzico di vaniglia

un pizzico di sale

la scorza grattugiata di un limone

per il ripieno:

700 gr. di ricotta di pecora

400 gr. di grano cotto

500 gr. di zucchero

la scorza grattugiata di un limone

50 gr. di cedro candito

50 gr. di arancia candita

100 gr. di latte

30 gr. di burro

5 uova intere + 2 tuorli

un baccello di vaniglia

5 gocce di Neroli

Dopo aver preparato la frolla e messa a riposare in frigo occupiamoci del ripieno.

Facciamo bollire il latte con il grano, la scorza di limone e il burro per circa 10 minuti.

A parte setacciamo la ricotta e la lavoriamo con lo zucchero, aggiungendo le uova, la vaniglia e le gocce di Neroli.

Una volta intiepidito aggiungiamo il composto di grano e i canditi.

Dopo aver foderato lo stampo con la pasta frolla, aggiungiamo il ripieno e terminiamo con le strisce di pasta a decorazione.

La cottura è un tantino lunga: circa 1 ora e mezza a 200°, ma ne vale la pena!

Buona Pasqua!

La canzone classica napoletana

pulcinI primi canti napoletani sono legati alle tradizioni dell’ antica Grecia. Le musiche e le danze di Neapolis, città fondata dai Greci nel V secolo a.C., quelle legate al periodo della semina e del raccolto, le ritroviamo nella tammurriata, ancora oggi praticata nell’ interland napoletano e in particolare nei paesi vesuviani.

Nel ‘600 si affermò la tarantella che diverrà nei secoli successivi uno tra i ritmi più usati per le canzoni. Nasce dall’ incontro di due danze, la moresca araba e il fandango spagnolo, anche se alcuni pensano che derivi dal ballo pugliese della tarantola.

Era usanza già da tempo (forse dalla creazione delle finestre) di portare le serenate alle donne amate e lo si faceva spesso con il calascione (o colascione), antico strumento napoletano simile alla chitarra. Coloro che eseguivano le serenate, erano gli stessi che popolavano l’ immenso numero di taverne che si svilupparono a Napoli nel ‘700 ed era lì che avvenivano vere e proprie sfide di improvvisazione.

Ma questo è anche il tempo dell’opera buffa, genere teatrale che si basava sulla musica cantata, la quale veniva spesso presa in prestito da motivi popolari, capitava comunque anche il contrario e cioè che un brano creato nell’ambito dell’opera buffa diventasse una canzone popolare.

Nell’800 si pose il problema di raccogliere tutta la musica del popolo in spartiti e così nacquero le prime case editrici, che ebbero il merito di conservare e diffondere ciò che altrimenti sarebbe andato perduto. Contemporaneamente alcuni autori componevanocanzonette, che, assieme alla precedente produzione musicale, suscitarono l’interesse di turisti stranieri, generando così un fenomeno folkloristico.

Solo alla fine di questo secolo, però, poeti e musicisti di grande fama cominciarono ad interessarsi della canzone napoletana e diedero i natali a quella che è conosciuta come canzone d’autore, interpretata da grandi cantanti, ancora oggi in tutto il mondo.

Fonte http://www.lacanzonenapoletana.com